Tokyo, manga ed amicizia…
Qui è Emy che parla di Tokyo.
Quello che stai per leggere è un articolo che ho ripescato da un mio vecchio blog. L’avevo scritto per raccontare la mia prima esperienza in Giappone, quando ancora non immaginavo quanto questo Paese sarebbe diventato importante nella mia vita.
Era il 2005. Era la mia prima volta a Tokyo e partivo insieme alla mia migliore amica, tra incontri, piccole scoperte e tantissime emozioni.
Ho scelto di lasciarlo quasi com’era, perché dentro ci sono le sensazioni di quei giorni, viste con gli occhi della Emy di allora.
Questo è il racconto di quel viaggio.
Tokyo, Nana e quelle emozioni difficili da spiegare
Hey Nana, ricordi la prima volta che ci siamo incontrate?
Questo è l’incipit del manga “NANA” di Ai Yazawa.
E’ la storia di due ragazze dallo stesso nome – per l’appunto Nana – che si incontrano su un treno diretto a Tokyo, dove entrambe hanno intenzione di trasferirsi. Si separano senza scambiarsi il numero di cellulare, ma qualche giorno dopo si ritrovano a guardare lo stesso appartamento in affitto e decidono di prenderlo insieme.
Nasce così una grande amicizia, non priva di sofferenze, ma molto intensa, a tratti, quasi morbosa.
Non so perché, ma le sensazioni che associo a Tokyo, sono le stesse che mi fa provare la lettura di questo manga.
Sarà perché quando ci sono andata la prima volta lo stavo leggendo, sarà perché ci sono andata con la mia migliore amica o forse perché io e lei lo stavamo leggendo insieme in quel periodo, ma sia rivedere Tokyo che leggere Nana mi provoca un’emozione molto profonda, che non saprei descrivere a parole.
Potrei dire quasi un’immensa felicità, caratterizzata però da un velo di tristezza incombente. Forse una sorta di consapevolezza del fatto che tutto ciò che inizia, prima o poi dovrà finire…
Beh, nel mio primo post, non potevo non parlarvi della capitale giapponese.
Se è vero che ognuno ha un suo posto nel mondo, il mio è sicuramente Tokyo.

La mia prima volta a Tokyo
Ci sono stata diverse volte, ma si sa che la prima volta non si dimentica mai.
Ci sono stata poi con Morris, i miei genitori, mia zia; quando ci sono stata per un anno sono venuti a trovarmi parenti ed amici. Ma se sogno di essere a Tokyo, il 99% delle volte è con Paola, l’amica a cui accennavo prima.
Vi parleremo ancora tanto di Tokyo, ovviamente. In questo caso, quindi, più che della città, voglio parlarvi delle emozioni prima e dopo la partenza, dell’esperienza giapponese e delle persone che abbiamo conosciuto.
Un viaggio nato tra università e amici giapponesi
Io e Paola all’epoca, era il 2005, studiavamo giapponese all’università.
Ci eravamo conosciute qualche anno prima, proprio durante una lezione di lingua, e studiavamo spesso insieme. Come compagne di viaggio ci trovavamo benissimo: avevamo gli stessi ritmi e gli stessi interessi.
Così, quando degli amici giapponesi, conosciuti tramite un sito di amici di penna e incontrati a Napoli, ci hanno incoraggiate ad andare nel paese del sol levante, prospettandoci soluzioni abbordabili, abbiamo deciso di fare il grande passo.
Al CTS, abbiamo comprato i biglietti per Tokyo: andata 18 luglio, ritorno 2 settembre.
Eravamo così emozionate…
Abbiamo preso un alloggio su internet: Bamboo House a Nippori. Abbiamo comprato le guide e cominciato a farci un’idea del posto e su quali fossero le cose imprescindibili da fare.
Ci preoccupavamo per l’alloggio e per la posizione:
“Sarà come descritto? Davvero così vicino alla stazione?“;
per il cibo:
“Ci piacerà quello giapponese?“;
per la lingua:
“Riusciremo a comunicare solo grazie alle cose imparate all’università?”
L’arrivo in Giappone e la nostra nuova vita a Nippori
Una volta arrivate a Tokyo, la nostra amica Takami è venuta a prenderci all’aeroporto e ci ha accompagnate al nostro alloggio.
La posizione era perfetta, a meno di cinque minuti dalla stazione di Nippori, dove passa la linea Yamanote, una circolare che collega molti dei punti principali di Tokyo, oltre alle linee che permettono di raggiungere l’aeroporto
I proprietari dell’alloggio erano davvero gentilissimi. Ci trattavano come persone di famiglia.
Ci hanno persino trovato un lavoretto in un ristorante lì vicino.
E la madre dello chef è diventata la nostra “mamma giapponese”.
Le volte successive che siamo state a Tokyo si è “presa cura” di noi; è venuta in Italia per i nostri matrimoni; insomma, una vera mamma!

Le persone che hanno reso speciale quel viaggio
Abbiamo poi incontrato tantissime persone conosciute sempre sul sito di amici di penna – con molte siamo ancora in contatto – che ci hanno accompagnate in posti di cui la guida non parlava e ci hanno fatto assaggiare cibi buonissimi.
Ed è forse proprio questo uno dei ricordi più belli di quella prima esperienza in Giappone: non soltanto i luoghi che abbiamo visto, ma soprattutto le persone che abbiamo incontrato.
Un mese e mezzo vissuto fino in fondo
In un mese e mezzo siamo riuscite a vedere Tokyo da cima a fondo e anche i dintorni della città – Kamakura, Yokohama e non solo – siamo riuscite a lavorare, a turno, dal martedì alla domenica, abbiamo seguito qualche corso in una scuola e chi più ne ha più ne metta.
Tutt’ora, quando parliamo di quel viaggio, continuiamo a meravigliarci di come siamo riuscite a fare tutto.
La mattina visitavamo parchi, musei, templi e tutto quello che riuscivamo a inserire nelle nostre giornate;
la sera, dalle 18, mentre una lavorava l’altra andava a lezione.
Ed una volta a settimana facevamo insieme lezione di scrittura dei kanji, i caratteri di origine cinese utilizzati nella lingua giapponese.
Ah, quasi dimenticavo, abbiamo anche scalato il monte Fuji di notte.
Anche se non siamo arrivate fino alla vetta, l’alba è stata un meraviglioso spettacolo.
Il matsuri di Yanaka


Un’esperienza molto carina è stata sicuramente quella del “Matsuri” (festival) di Yanaka, il quartiere in cui alloggiavamo.
Durante i festival estivi le strade si riempiono di bancarelle piene di cose buonissime da mangiare.
Uscendo da casa nostra, subito a destra, ai piedi di una scalinata, c’era Yanaka Ginza. Una stradina molto stretta e piena di negozietti di artigianato e di street food.
In occasione del “Matsuri”, tutti hanno preparato cose speciali da mangiare.
Non poteva mancare all’appello il ristorantino dove noi lavoravamo.
Jirō san, lo chef proprietario del ristorante, ha preparato gli yakisoba, spaghetti di soba saltati alla piastra con verdure, ed io e Paola, fuori dal negozio dicevamo – anzi, quasi urlavamo! – ad intervalli regolari:
“Irasshaimase! Oishii yakisoba ikaga desuka?“
Più o meno:
“Benvenuti! Che ne dite di provare i nostri buonissimi yakisoba?”
Pensarci oggi mi fa ancora sorridere.
Il viaggio che mi ha fatto innamorare di Tokyo
Insomma, tirando le somme, anche se mi sento di dire che l’estate non è di certo il miglior periodo dell’anno per visitare il Giappone a causa della terribile umidità, al ritorno dal mio primo viaggio in Asia, mi sono portata dietro un bagaglio di ricordi indimenticabili e di esperienze senza eguali.
Forse è grazie alle persone che ho incontrato, ma soprattutto all’amica che mi ha accompagnata – potrei dire un po’ la mia NANA -, che mi sono innamorata di Tokyo.
Tant’è, che ora, ogni volta che ci torno, al mio arrivo, senza volerlo (giuro!), scoppio a piangere.
Come mi succede quando rivedo una persona cara dopo un lungo periodo di separazione.


Rileggendo oggi quel primo viaggio
E rileggendo oggi queste parole, scritte dopo che da quel primo viaggio sono passati tanti anni, mi rendo conto che alcune sensazioni non sono cambiate affatto.
Lo stupore. La curiosità. La sensazione di riconoscere finalmente luoghi che avevo visto soltanto attraverso uno schermo. E soprattutto le persone incontrate lungo il cammino.
Forse, senza saperlo, un pezzettino de Il Giappone in Valigia era già nato lì. ❤️
Tokyo avrà presto anche una guida digitale tutta sua. 🎊
Nel frattempo, dai un’occhiata alle nostre risorse digitali: potresti trovare già qualcosa da mettere in valigia!





Pina
Sei riuscita, con il tuo entusiasmo a trasmettermi il desiderio di conoscere il Giappone al punto da farmi superare le riserve su un viaggio in aereo di 11 ore. E menomale in quanto è stata un’esperienza che non dimentichero’ più.
Emy & Morris
Mi fa piacere! 🙂
Antonella
Io l’ho bidiitaty in autunno ed è stato di un fascino indescrivibile!!! Però….mi piacerebbe vedere anche la fioritura dei ciliegi. Quando di parte????????
Emy & Morris
Spero per la primavera 2022
Linuccia
Emy!! La passione e l’amore che ci metti nei tuoi racconti fanno venire i brividi a chi legge!! Sai che non sono amante dei viaggi ma gioisco per il tuo entusiasmo!!
Quando organizzerai un MERAVIGLIOSO viaggio con e per i tuoi cuginetti??????
Emy & Morris
Eheheh! Appena possibile, ci organizziamo.
Ilaria
Il tuo è un amore così profondo che riesci a trasmetterlo anche a chi da “profano” ha vissuto l’esperienza di Tokyo con te.
La mia memoria è terribile ma di quel viaggio ho molti ricordi nitidi ed emozionanti, come fosse ieri nonostante siano passati parecchi anni, forse proprio perché vissuti con te e il tuo bagaglio di amore per quel posto!!
Emy & Morris
Grazie Ila!
Sono contenta che alla fine per te sia stata un’esperienza memorabile, soprattutto perché ricordo che tu non avevi il benché minimo interesse per il Giappone ? ?
Ilaria
Beh io un pezzo di Giappone l’ho sempre avuto nel cuore grazie al judo e conoscendo quella parte di tradizione ho sempre ammirato la cultura giapponese, pur non sapendo nulla.
Scoprire grazie a quel viaggio che anche altri aspetti della cultura giapponese siano affascinanti quanto il judo è stato davvero piacevole!!
Sta di fatto che se non vi fossi stata tu non ci sarei mai andata ? quindi grazie doppio!!
Nella
Wuau ❤️
Wuauuuuuu , come ogni volta che ascolto o come adesso leggo un tuo racconto di viaggio vissuto a pieno mi sembra di essere lì , proprio lì , in quella città che tu stai descrivendo .
Sei fantastica , lasciatelo dire !
❤️
Nella
Emy & Morris
Grazie Nella!
Sei sempre molto carina.
Spero allora di “accompagnarti” sempre nei miei viaggi 😉