Onsen in Giappone: cosa sono e come funzionano
Gli onsen in Giappone sono molto più di un semplice bagno caldo: fanno parte della cultura giapponese e rappresentano un’esperienza che vale la pena provare almeno una volta durante un viaggio. In questo articolo ti spieghiamo cosa sono, come funzionano e quali sono le principali regole da conoscere, così da affrontare la tua prima esperienza sapendo già cosa aspettarti.
Ecco cosa trovi in questo articolo
- Cosa sono gli onsen
- Onsen e sentō: qual è la differenza
- Come funzionano gli onsen
- Le regole da conoscere
- La prima volta in un onsen: i nostri consigli
- Conclusione
Cosa sono gli onsen in Giappone
Gli onsen sono bagni termali alimentati da sorgenti naturali, diffusi in tutto il Giappone e profondamente legati alla cultura del benessere e del relax. Sono presenti in molte zone del Paese grazie alla forte attività geotermica che lo caratterizza e possono trovarsi sia all’interno di ryokan e strutture termali, sia in località interamente sviluppate attorno alle sorgenti. Per molti giapponesi rappresentano non solo un momento di benessere, ma anche un vero rituale di pausa e rigenerazione.
Cosa significa Onsen
La parola 温泉 (onsen) significa letteralmente “sorgente calda”: 温 (ON) richiama il calore, mentre 泉 (SEN) significa sorgente. Già nel nome, quindi, è racchiusa l’idea fondamentale dell’onsen: un’acqua che nasce naturalmente dal sottosuolo e che viene utilizzata per il bagno termale.

Quando una sorgente può essere definita onsen in Giappone
Non basta, però, che ci sia una sorgente naturale per parlare di onsen. In Giappone esiste una definizione precisa stabilita dalla legge: l’acqua deve provenire dal sottosuolo e avere una temperatura di almeno 25 °C alla sorgente, oppure contenere una determinata quantità di uno o più minerali e sostanze naturali indicate dalla normativa.
Questo significa che anche un’acqua con una temperatura inferiore ai 25 °C può essere considerata onsen, se possiede le caratteristiche minerali richieste. È proprio la composizione dell’acqua a rendere ogni sorgente diversa dall’altra, con colori, odori e sensazioni che possono cambiare molto da una zona del Giappone all’altra.
Una curiosità: a Gero Onsen, nella prefettura di Gifu, esiste persino un museo interamente dedicato agli onsen. Il Gero Onsen Museum permette di approfondire in modo semplice e interattivo come nascono le sorgenti termali, le diverse caratteristiche delle acque e la cultura legata al bagno giapponese. Tra le attività è possibile anche analizzare alcuni parametri dell’acqua, come pH e salinità.
Onsen e sentō in Giappone: qual è la differenza

Anche se a prima vista possono sembrare simili, onsen e sentō non sono la stessa cosa.
Il sentō, a differenza dell’onsen, è un bagno pubblico di quartiere: l’acqua viene normalmente riscaldata e non proviene necessariamente da una sorgente termale naturale. Storicamente nasce come luogo dove lavarsi e rilassarsi, soprattutto quando molte abitazioni non disponevano ancora di un bagno privato.
Oggi esistono anche i cosiddetti super sentō, strutture molto più grandi e complete, con numerose vasche, saune, aree relax e altri servizi. In alcuni casi possono essere presenti nei sentō anche vasche con acqua termale, ovviamente non tutte, se no verrebbero catalogati come onsen.
Come funzionano gli onsen in Giappone:
La prima cosa da sapere è che, nella maggior parte degli onsen, uomini e donne fanno il bagno in aree separate, con spogliatoi e vasche distinti.
– Prima di entrare
- Che si tratti di uno stabilimento termale o di un’aera termale all’interno di un ryokan, allo spogliatoio di un onsen in Giappone si accede già senza scarpe. In alcuni casi si tolgono all’ingresso dell’edificio, in altri all’ingresso dello spogliatoio. In ogni caso, ti verranno fornite delle ciabatte.
- Che si tratti di uno stabilimento termale o di un’aera termale all’interno di un ryokan, allo spogliatoio di un onsen in Giappone si accede già senza scarpe. In alcuni casi si tolgono all’ingresso dell’edificio, in altri all’ingresso dello spogliatoio. In ogni caso, ti verranno fornite delle ciabatte.
- Nello spogliatoio troverai un armadietto oppure, in stabilimenti in località più rurali, un semplice cestino dove lasciare le tue cose. Nel caso del cestino, di solito, ci sono dei piccoli armadietti solo per portafogli e cellulare.
- La chiave dell’armadietto è legata ad un braccialetto di plastica che può tranquillamente stare in acqua. E’ l’unica cosa che potrai portare con te nella zona delle vasche, oltre ad un piccolo asciugamani da tenere sulla testa
- Tra lo spogliatoio e le vasche c’è la zona docce. Qui, è necessario lavarsi con cura prima di fare il bagno.

– Dentro la vasca
- Negli onsen giapponesi si entra completamente nudi. Non è ammesso alcun capo di abbigliamento.
- È ammesso solo un piccolo asciugamano, che di solito viene tenuto fuori dall’acqua, appoggiato sulla testa, per contrastare il forte caldo dell’acqua, o sul bordo della vasca. Alcune persone lo usano anche per coprirsi mentre si spostano da una vasca all’altra.
- I capelli, se lunghi, vanno necessariamente raccolti e non devo entrare in contatto con l’acqua.
- Va rispettato il silenzio, o, al massimo, va tenuto un tono di voce molto basso: le terme sono, per i giapponesi, un luogo in cui rilassarsi, ma anche un posto in cui contemplare la natura.
Le regole da conoscere prima di entrare in un onsen in Giappone
Troverai sempre il regolamento all’interno dello spogliatoio dell’onsen. Le regole possono cambiare da una struttura all’altra: per esempio, in molti stabilimenti l’accesso con tatuaggi non è consentito, anche se questa limitazione sta diventando gradualmente meno diffusa.
Ci sono però alcune norme comuni praticamente ovunque:
- Non immergere l’asciugamano nell’acqua. Va tenuto fuori dalla vasca, sulla testa oppure sul bordo.
- Non nuotare e non schizzare l’acqua. L’onsen è uno spazio dedicato al relax, non una piscina.
- Non usare il telefono e non scattare fotografie nella zona delle vasche e negli spogliatoi, salvo eventuali aree in cui sia espressamente consentito.
- Rispetta gli spazi degli altri. Evita di occupare troppo spazio, o disturbare chi si sta rilassando.
La prima volta in un onsen: i nostri consigli
Informazioni pratiche
Di solito, negli onsen in Giappone, a meno che non prenoti un’esperienza privata o non ti trovi all’interni di un ryokan, non ci sono gli asciugamani. Quasi ovunque, però, è possibile affittarli. Non costano molto, quindi, a volte può essere più comodo che girare tutto il giorno con un asciugamani nello zaino.
Troverai, invece, prodotti per doccia e shampoo (di solito di altissima qualità) e, spesso, anche creme per il corpo e per il viso da applicare dopo le terme. Attenzione, però, nei sentō, di solito hanno un costo extra (e non sempre sono di ottima qualità)
Controlla sempre orari e ultimo ingresso. Alcuni onsen accettano gli ultimi clienti parecchio prima dell’orario di chiusura.
Dopo un bagno molto caldo è facile avere sete: spesso troverai distributori di acqua gratuita e di bevande a pagamento.
All’uscita dagli spogliatoi è comune trovare aree relax dove sdraiarsi, visto che dalle terme si esce spesso estremamente rilassati e senza forze.
I nostri consigli
Il modo più semplice per vivere l’esperienza dell’onsen durante un viaggio breve in Giappone è abbinarla a un soggiorno in ryokan: nello stesso luogo puoi unire l’ospitalità tradizionale giapponese al momento dedicato al bagno termale.
Se, invece, hai un po’ più di tempo, ti consigliamo di dedicare almeno mezza giornata agli onsen, per viverli con più calma e senza considerarli soltanto una tappa veloce.
A Tokyo, nella zona di Itabashi, si trova Saya no Yu, una struttura che ci è piaciuta molto e che permette di abbinare al bagno termale anche altre esperienze, come trattamenti e momenti dedicati al relax.
Durante il viaggio incontrerai facilmente anche dei sentō. Se vuoi provare una struttura più grande e articolata, poco distante da Tokyo, a Chigasaki, trovi Noten Yumoto Yukai Soukai Chigasaki, che noi abbiamo apprezzato moltissimo.
Se invece vuoi vivere il mondo degli onsen in modo ancora più immersivo, puoi trascorrere almeno una notte in una vera località termale (le riconosci, perché il nome del luogo, di solito, termina con onsen). In Giappone ce ne sono tantissime, da Beppu Onsen a Kinosaki Onsen. Noi abbiamo amato particolarmente Shibu Onsen, che ci è sembrata quasi un salto nel passato, e Gero Onsen, famosa anche per i suoi ashiyu, i pediluvi termali disseminati per il paese.
Molte persone rinunciano all’esperienza dell’onsen perché si sentono a disagio all’idea di entrare nude. In realtà, dopo i primi minuti, l’imbarazzo tende a diminuire molto: per chi ti sta intorno è del tutto normale e, proprio per questo, finisce presto per sembrarlo anche a te.
Se l’idea ti incuriosisce, il nostro consiglio è di non lasciarti frenare solo dalla vergogna: potrebbe diventare uno dei ricordi più particolari del tuo viaggio in Giappone.
Se però preferisci vivere questa esperienza con maggiore privacy, oppure vuoi condividerla con il tuo partner, esiste anche un’altra possibilità. Alcune strutture e ryokan permettono di prenotare una vasca privata, chiamata kashikiri onsen, da utilizzare in esclusiva per un tempo prestabilito.



Conclusione
Provare un onsen in Giappone significa entrare, anche solo per qualche ora, in una parte molto autentica della quotidianità giapponese. All’inizio alcune regole possono sembrare insolite e la nudità può creare un po’ di imbarazzo, ma basta conoscere poche abitudini per vivere tutto con molta più naturalezza.
Che sia all’interno di un ryokan, in una grande struttura termale o in una piccola località onsen, il nostro consiglio è di concederti il tempo di vivere questa esperienza senza fretta. Potrebbe diventare uno dei momenti che ricorderai più volentieri del tuo Giappone.
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